Plastica, plastica, plastica, plastica… quando chiedevo l’acqua minerale in vetro, mi davano dell'antiquato: il vetro pesa, è scomodo, costa di più, ecc., ecc.
Rammento che prima il sapore non variava gran che nel tempo, al limite l'acqua “svaniva” un pochino. Adesso, a meno che non la si scoli velocemente, a metà "boccia" e dopo qualche ora comincia a cambiare sapore. Il che significa che la materia cede qualche elemento chimico all’acqua e chissà se con l’evoluzione della specie, il nostro organismo non riesca ad impiegare le sostanze plastiche assorbendole, foderando le parti interne del nostro corpo con una specie di pellicola, per proteggersi dalle gastriti, ulcere, lesioni interne di ogni tipo.
Plastica, plastica, plastica, plastica… si recupera, trasformando le bottiglie, le buste ed altro, in pile! Bel materiale, colori brillanti, caldo, morbido al tatto.
Provate a stare seduti al computer per qualche ora con indosso una tuta (bellissima!) in pile: paranoia, si soffoca, non si suda per il caldo, ma per mancanza d’aria, la pelle non respira! Non parliamo dei calzini o mutandoni in pile...inutile sogghignare, si usano per sciare o per lavoro all’aperto con temperature basse.
Ribadisco: la lana o ancor meglio il favoloso cotone caldo, benessere assoluto.
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